Drachenbond, la Viverna Scarlatta
Secondo l’antica leggenda, i primi coloni che giunsero tra le colline della regione del Drachenkauss, si trovarono di fronte un immensa viverna accoccolata tra i monti, addormentata. Quando i primi esploratori le si avvicinarono per esaminarla, il mito vuole che la creaturà si svegliò e spiccò un enorme balzo, per poi sparire per sempre tra le nubi, lasciando sotto di sè una fertile e ricca vallata, dove i coloni fondarono quella che è oggi la capitale del regno: la potente Coultard.
Drachenbond è una nazione molto influente negli equilibri Dovariani, grazie alla vasta rete di connessioni politiche e di legami familiari che la casata regnante dei Von Nielk ha stretto nel corso dei secoli, con le maggiori famiglie nobiliari e governanti di tutto il continente, in particolar modo con quella dell’Imperatore Lothar, alla quale è storicamente interconnessa.
Oltre ad averne assicurato il potere durante la Guerra di Dovar, infatti, la casata Von Nielk ha protetto la corona Lothariana anche dalle gravi accuse di stregoneria mosse all’Imperatore stesso dalla famiglia Rostov, guadagnandosi cosi il ruolo prominente di arbitro tra le nazioni: ruolo che mantiene peraltro grazie ad una politica tanto ferma e coerente, quanto sottile ed astuta.
A differenza di moltre altre nazioni nelle quali la nobiltà e i ricchi proprietari terrieri hanno vasta influenza sulle decisioni amministrative e governative del regno, e che ostacolano generalmente le monarchie per paura di perdere i propri privilegi, la corona di Drachenbond amministra invece il massimo controllo sul territorio, avendo il totale potere decisionale concentrato nella sola figura del Re stesso.Nel 375 infatti, l’allora Re Nikolaj I Von Nielk (340 – 415), antenato dell’attuale Re Nikolaj III Von Nielk (676 – ...), ebbe la diabolica idea di costruire presso Coultard, la sfarzosa Reggia di Belmont, obbligando la nobiltà a trasferirsi qui, abbandonando i propri possedimenti. Nella grande reggia i nobili, già avvezzi al parassitismo, sostengono una vita opulenta, fatta di balli, ricevimenti, passatempi e tanto inutili quanto mortali intrighi di corte.
Di fatto, pur dovendo affrontare l’ingente spesa necessaria a mantenere le ricche condizioni di vita della sua corte, il sovrano ha quindi il totale controllo politico ed economico del paese, dato che i vasti possedimenti delle famiglie nobiliari sono adesso in mano ai suoi funzionari, scelti personalmente, e i cui poteri possono essere immediatamente revocati in qualsiasi momento.Il re è anche capo delle banche, principale fonte di reddito di questo paese ricco di miniere d’oro, e si occupa pertanto di amministrare vaste quantità di liquidità, reinvestendo i proventi dei mercanti esteri nel sistema finanziaro Dovariano, sul quale ha pertanto una consistente influenza, supportato da un’efficiente rete spionistica che con grande agilità si muove all’interno degli ambienti di corte della Reggia, così come tra le corone delle altre nazioni.

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