
Virolia, il Serpente d’Oro
Terra di mercanti ed esploratori, artisti e filosofi, la Virolia è la più ricca e socialmente evoluta delle regioni Dovariane. Ricco di porti marittimi e fluviali, il più importante dei quali è chiaramente Veer, la capitale, situata sulla punta estrema di questa penisola, il Ducato Viroliano è politicamente annesso a Leidweg, il territorio sotto il controllo del Giudice Supremo di Varna, Deseth Von Caedon, e non dispone pertanto di un Principe Elettore.
Il potere temporale Viroliano però, è sempre stato notoriamente liberale: sebbene si tratti comunque di una monarchia governata dal Arciduca di Veer, titolo ereditario appartente alla casata nobiliare dei Malcont, oggi nella figura di Alimor Malcont IV (665). Questi è affiancato nelle sue decisioni dal Consiglio Scarlatto, cosi chiamato per il caratteristico rosso degli abiti indossati dai suoi membri, i Togati Rossi. Questi sono 15, e sono eletti a vita da dal Giudice Supremo stesso tra un’elite di Inquisitori di Varna di alto rango, generalmente di origini nobiliari Viroliane, sebbene non sia infrequente tra questi membri trovarvi anche ricchissimi mercanti che siano riusciti a comprarsi, letteralmente, l’ingresso all’interno della gerarchia dominante, per sè stessi o per qualche loro parente opportunamente investito del potere clericale. Scopo del Consiglio è quello di coordinarsi con le decisioni dell’Arciduca stesso e soprattutto limitarne il potere: sebbene il voto dell’Arciduca conti infatti come tre dei normali Togati, è necessaria comunque la maggioranza più uno per poter emanare ogni singolo editto, ed in caso di voto all’unanimità il consiglio è perfino in grado di sospendere temporaneamente tutti i poteri dell’Arciduca stesso (sebbene questo non sia mai accaduto).
Come nelle altre nazioni il potere giudiziario è gestito dai tribunali varniti, che qui formano però un organismo a sè stante, detto il Tribunale delle Aquile, che elegge le Aquile della Legge, dotati sia di poteri amministrativi nelle singole province, che di funzioni giudiziarie, fondendo insieme potere temporale, amministrativo, giudiziaro e spirituale. Tuttavia sia tutti i Togati rossi che l’Arciduca, sono considerati Aquile ad honorem, e non c’è quindi una vera separazione tra il potere giudiziaro e quello legislativo-esecutivo, che resta comunque in mano di fatto all’Arciduca e al suo Consiglio.
L’amministrazione stessa delle varie città Viroliane inoltre risulta assai più liberalista e decentralizzata, lasciando ampio spazio di manovra alle varie gilde e corporazioni, e promuovendo il commercio e lo scambio specialmente marittimi, in cambio di sostanziosi finanziamenti allo sviluppo urbanistico, culturale ma soprattutto portuale della capitale e delle città maggiori, spesso ricche di preziose opere artistiche di inestimabile valore.
A livello militare i Malcont non dispongono sulla terraferma di un esercito compatto e potente come quello streiliano, anche perchè le distinzioni di rango e classe rimangono fortemente presenti anche sul campo di battaglia: come in ogni monarchia feudale ciascuno è tenuto a procurarsi da sè il proprio equipaggiamento, creando vastissime differenze tra reparti di fanteria formati da semplici milizie cittadine armate alla meno peggio, e le sfarzose armature dei preparatissimi cavalieri di origine spesso nobile. In particolar modo, è particolarmente rinomato il reparto di cavalleria detto dei “Dragoni di Veer”, scelti per l’estrazione sociale ed il valore dell’equipaggiamento stesso, e particolarmente temuto negli scontri in campo aperto.
La vera potenza Viroliana è invece l’immensa flotta mercantile e militare, a tutti gli effetti la più potente di tutta Dovar, anche grazie alle avanzatissime tecniche di costruzione con cui sono costruite le rapide ed aggraziate caracche Viroliane, chiamate “Serpenti di Mare”.
Il porto della capitale Veer è peraltro uno dei più grandi ed attrezzati di tutto il mondo, dotato di un arsenale veramente immenso e di vastissimi muraglioni atti a renderlo inespugnabile, ed è sempre stato considerato come il più prezioso dei gioielli nella corona dei Malcont. Da quando i mari sono stati aperti inoltre, i Viroliani hanno cominciato ad intrattenere fruttuosissimi rapporti di amicizia e scambio commerciale con i Sultanati delle Città d’Argento, ad Ovest, anch’essi Varniti, e pertanto tollerati, sebbene non da tutti: alcune frange più estremiste di Inquisitori vorrebbero infatti condannare come eretico questo popolo straniero, ma sono duramente opposte dal vasto potere di cui dispongono i mercanti, che vedono in questi scambi l’opoprtunità di racimolare vaste ricchezze.Gli scambi coi Sultanati, ed in generale la propensione dei Viroliani ad assorbire le usanze delle popolazioni più disparate, ha reso questo un popolo di grande apertura mentale, che si è arricchito non solo economicamente ma anche culturalmente e tecnicamente. L’amore per la bellezza artistica e per la spiritualità, cozza infatti con la pragmatica austerità degli Strahliani, ed è visibile dappertutto: la linea agile e snella delle navi, il meraviglioso ed immenso faro bianco e rosso che svetta sui faraglioni, il pregio dei gioielli e delle opere d’arte di questa città. Perfino nella produzione di armi queste due potenze sono in antitesi: alle vaste ed efficienti fucine di Streil in grado di produrre quintali di materiale in brevissimo tempo con costi molto contenuti, corrispondono a Veer i famosissimi fabbri della famiglia Vidàn, noti per la costruzione di armi d’inestimabile bellezza e raffinatezza prodotte in ristrettissima scala, e dai prezzi spesso improbabili.
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