giovedì 1 settembre 2011

RAZZE E CULTURE : Lothar, la Casa degli Imperatori

Lothar, la Casa degli Imperatori
Terra ricca di importantissime risorse minerarie ed agricole, Lothar è anche la nazione più popolosa e prospera di tutto l’Impero, ed il suo potere su tutte le altre è pertanto sia economico che militare, oltre che politico ovviamente. Culla della moderna civiltà, è il luogo dove secondo gli storici sarebbe avvenuta la rivoluzione tecnologica e sociale che ha portato alla nascita dell’Impero Dovariano come oggi noi lo conosciamo: le prime scoperte delle più importanti tecnologie di tutta Dovar, come il motore a vapore o la combustione del carbone, si devono infatti ai Lothariani delle montagne settentrionali dette i Confini del Mondo, una parte dei quali, proprio per continuare tali ricerche, si dice che si siano isolati nei Picchi di Sibaar, fondando poi l’omonima nazione.
L’impatto che le tecnologie Lothariane e Sibaarite ebbero sul resto del continente fu notevole, permettendo l’evoluzione di tutte le nazioni, che grazie alle opportunità aperte in campo agricolo ed industriale, moltiplicarono la loro popolazione fino a raggiungere livelli mai visti: è stato stimato ad esempio che nell’immensa Adrienburg, capitale del regno di Lothar e gioiello architettonico e urbanistico di tutta Dovar, risiedano oggi più abitanti di quanti ne contasse l’intero Sairnen prima della rivoluzione tecnologica.
D’altra parte però, l’applicazione militare di queste tecnologie, cambiò radicalmente gli scenari politici fino a quel momento stabili: nazioni sostanzialmente arretrate, ma con vaste popolazioni come Rostov, potevano adesso armare vaste masse di contadini con le terribili armi da fuoco, mentre le potenti armature complete dei nobili cavalieri feudali, venivano facilmente perforate dalle balestre delle umili guarnigioni cittadine, creando anche una grande instabilità all’interno delle classi sociali, fino a quel momento considerate rigide ed immodificabili.
Approfittando dell’effetto destabilizzante che tale rivoluzione ebbe sugli equilibri nazionali fino a quel momento consolidati, nel 257, Wilhelm Lothar I (220 – 306), all’epoca semplicemente Re di Londung dal nome dell’omonima regione che governava, strinse con l’allora re di Drachenbond Sigmund Von Nielk II (232 – 289), un patto militare detto Patto dei Due Re, con il quale le due nazioni dichiaravano formalmente guerra a tutti gli altri stati, governi e autonomie cittadine.
La guerra presto raggiunse dimensioni continentali (Guerra di Dovar, 257 – 265), e procedette per fasi alterne, vedendo prima la vittoria dei due eserciti contro le armate di Serjey Rostov (230 – 311) nel 258, nella Battaglia di Slodslowia, con conseguente resa della famiglia Rostov, e la successiva disfatta dell’esercito Drachenbondiano, sconfitto per mano delle truppe provenienti dalle regioni della Pianura dei Signori e dell’Handerlaand, nei pressi di Heorlstadt (Battaglia di Heorlstadt, 262), mentre l’esercito Lothariano era costretto a ritirarsi in patria per difendere Adrianburg, nel frattempo posta sotto assedio dalle truppe congiunte delle Tre Stelle dell’Ovest (Assedio di Adrienburg, 261 – 263), prima dell’arrivo dei rinforzi Viroliani dell’Arciduca Taddeus Malcont (208 – 263), in marcia da Veer.
Nonostante la pesante sconfitta militare però, l’astuto re Sigmund Von Nielk era riuscito ad infiltrare con uomini a lui fedeli, i ranghi militari e nobiliari degli Strahliani e degli Handerlaandiani, gettando nel caos le due fazioni, che accanendosi l’una sull’altra per le spoglie del bottino di guerra, non riuscirono a consolidare la loro posizione dopo la vittoria in battaglia, anche a causa delle massicce diserzioni a cui furono soggetti i loro eserciti, piegati da un improvvisa epidemia di colera che si diffuse presto in tutta la regione.
Nello stesso tempo riusciva nel 263, ad assassinare l’Arciduca Viroliano Taddeus, bloccando l’avanzata del suo esercito, e permettendo a re Wilhelm I, che nel frattempo aveva liberato Adrianburg e mandato in rotta gli eserciti delle Tre Stelle, di marciare nuovamente verso est, per sconfiggere un anno dopo le disorganizzate armate di Strahl e Handerlaand nella Battaglia di Stunfeld (264). L’esercito Viroliano a questo punto rimaneva isolato, e al comando di un Arciduca tanto giovane quanto debole: l’erede al trono era infatti l’appena adolescente Elbarto II Malicont (250 – 299), cugino del vecchio Arconte rimasto senza figli, e al quale la stessa chiesa di Varna fece mancare l’appoggio necessario a rispondere adeguatamente. Nel 265 Elbarto firmava quindi la Pace di Merilla, nella quale anche i Sibaariti, che fino a quel momento si erano mantenuti neutrali al conflitto, dichiaravano la loro annessione al nuovo Impero, ponendo di fatto fine alla guerra.
Wilhelm I Lothar a questo punto si proclamava pimo Imperatore di Dovar, non avendo più nemmeno in Drachenbond un avversario, dato che questa nazione, pur essendo il suo re politicamente influente, era adesso priva di un esercito. Tuttavia, per favorire l’alleato, consentiva a questo di espandere considerevolmente il suo territorio, divideva con lui una consistente parte del bottino di guerra, e dava in sposa allo stesso Sigmund la figlia maggiore Cecilia Margareth Lothar (240 – 336), confermando così una solida alleanza tra questi due stati che continua tutt’ora.
Per dare una parvenza di autonomia decisionale agli altri stati, la carica di Imperatore, alla morte di quest’ultimo, veniva però soggetta alla votazione dei Principi Elettori, in numero di uno per ogni nazione, sebbene non sia mai stato nominato alcun altro Imperatore se non della casata Lothar stessa, nel corso dei cinque secoli successivi.

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