La Repubblica delle Tre Stelle
Il Sairnen e la Tauringia sono due vaste regioni comprese tra i Picchi di Sibaar e le Montagne dell’Ovest, e separate dal lungo Fiume Tauros, da sempre aspramente contese sia per la ricchezza in giacimenti di stagno, sia per la vastità dei terreni coltivabili, sia per l’importantissima posizione geografica. E’ da queste regioni che passano infatti le più importanti rotte mercantili terrestri che mettono in contatto Adrianburg con le prosperose coste meridionali dove Handerbergen, Streil e Veer traggono i loro proventi dai fruttuosi commerci marittimi. A contendersi il predominio su queste due importanti regioni, c’erano tre maggiori città: Cascala, Tòr e Merilla, meglio conosciute come le Tre Stelle dell’Ovest, sebbene all’epoca si trattasse di poco più che tre grandi città stato autarchiche dotate di notevole influenza sui territori circostanti.
Il conflitto tra le tre città continuò a fasi alterne per circa tre secoli, impedendo di fatto alle Tre Stelle dell’Est di raggiungere il livello di splendore e prestigio delle altre città meridionali, ed ebbe fine nel 550 grazie all’azione di un singolo uomo: il leggendario Armando da Tortona (518 – 596) - detto “el Almogavaro” (traducibile con: “il Montanaro”). Costui era un avventuriero che, al comando di una banda di briganti, per anni aveva predato sulle carovane di passaggio, accumulando ingenti ricchezze e arruolando al suo servizio un cospicuo numero di uomini. La leggenda vuole che in realtà el Almogavaro fosse un rivoluzionario nel cuore, e che il suo obiettivo fosse in realtà quello di togliere il potere alle ricche casate nobiliari o alle oligarchie mercantili per rimetterlo in mano al popolo, cancellando le vaste disparità sociali caratteristiche di quell’epoca. Se in realtà le sue intenzioni fossero state nobili sin dall’inizio, o se si sia trattato di una scelta oculata ed opportunistica dovuta al volgersi degli eventi, la storia questo non ce lo dice, ma in effetti la peculiare situazione delle Tre Stelle, aveva polarizzato la distinzione di classe sociale nel Sairnen assai più che in altre regioni del continente: le continue scaramucce e rappresaglie tra le tre città infatti, pesavano costantemente sulla popolazione rurale, già vessata dalla povertà del terreno inaridito dallo sfruttamento secolare e dalla vicinanza con le violente popolazioni barbariche che abitavano le montagne (e di cui si dice che Armando fosse un discendente). La fiamma della rivolta trovò quindi terreno fertile su cui attecchire, e si trasformò in breve in un vero e proprio incendio, coinvolgendo numerose comunità e villaggi, la cui popolazione fortemente impoverita era sostanzialmente indifferente alle beghe dei suoi governanti, troppo affaccendati a gestire guerre private per accorgersi del crescente malcontento popolare. Ciò che invece la storia ci sottolinea chiaramente invece, è che l’Almogavaro si dimostrò presto un abile condottiero, organizzando una milizia civile che con atti di guerriglia prima, e di vera e propria guerra su vasta scala poi, riuscì a mandare in rotta l’esercito di Cascala nella Battaglia dei Campioni (“Batalha dos Campeadores” 541), dove si racconta che riuscì a sconfiggere da solo i cinque condottieri di sangue nobile che guidavano l’esercito cittadino.
Conquistata la città di Cascala, piuttosto che limitarsi al saccheggio come un comune brigante, l’Almogavaro seppe cogliere l’occasione per costruire qualcosa di nuovo, e fu certamente uomo di genio e di inventiva oltre che un leader carismatico, visto che seppe trasformare la rivolta in una vera e propria rivoluzione: nel 542 infatti nasceva la Repubblica di Cascala, una nuova forma di governo finora sconosciuta agli shalinoriani che, sebbene ben lontana da una vera democrazia diretta e priva di suffragio universale, ritornava al popolo gran parte del potere decisionale che gli era stato tolto da millenni di feudalesimo e schiavitù. Il popolo poteva infatti, indipendentemente dal reddito, eleggere i propri rappresentanti, detti “Senadores”, in numero di 20, il cui potere restava subordinato alla durata del mandato (10 anni), e questi insieme formavano una camera detta “Senado do Povo” (in shalinoriano “Senato del Popolo”), coordinata da un primo ministro detto “Senador Grande”, con nomina di Principe Elettore, non rieleggibile per più di due mandati decennali, nella quale ogni decisione andava presa con voto maggioritario, limitando fortemente gli interessi dei singoli. Lo stesso Almogavaro si ritirò dalla vita pubblica alla fine del suo secondo mandato di senador grande, per dimostrare la correttezza del suo operato e la solidità della repubblica da lui fondata. Inoltre fu costituito un secondo organismo: il “Civico Tribunal” (in shalinoriano “Tribunale Civico”), per separare il potere legislativo da quello giudiziario e vigilare sull’operato del Senado e dei senadores. Infine furono cancellate molte distinzioni di classe, concesse maggiori libertà civili e personali, e furono aboliti i debiti di servitù ereditari, rendendo assai più libere le masse contadine finora soggiogate con la violenza, e soffocate da un’impossibile pressione fiscale di tipo feudale.
Tòr e Merilla nonostante si trovassero dunque a dover fronteggiare il fronte di un’insostenibile rivolta interna che si faceva sempre più incontenibile, continuarono a far prevalere le vecchie ostilità, ed el Almogavaro riuscì quindi a sconfiggere separatamente i loro eserciti sempre più disorganizzati e privati del supporto delle popolazioni locali, delle cui simpatie lui invece godeva ampiamente. L’esercito di Tòr fu clamorosamente sbaragliato nella Battaglia di Señilla 546), mentre le porte di Merilla furono aperte dalla popolazione in rivolta dopo soli 6 giorni di assedio, nel 549.
Riunita tutta la regione sotto la sua bandiera, l’Almogavaro costituiva nel 550 la Repubblica delle Tre Stelle, incrementando il numero di senadores da 20 a 65 (15 per ciascuna delle tre città principali, più 20 provenienti dalle altre aree rurali), e riducendone la durata del mandato da 10 a 8 anni. Il nuovo sistema di governo repubblicano si dimostrò assai solido e versatile nel tempo, e portò alla crescita e allo sviluppo di tutta la regione, ma rappresenta tutt’oggi anche il principale freno alla vera espansione di questa regione.
Le altre nazioni Dovariane infatti, guardano con grande timore il concetto di potere al popolo, e ancor di più di “rivoluzione”, promosso dagli eventi che hanno portato alla nascita della Repubblica, e hanno sempre tentato di osteggiare e contenere questa nazione, attraverso boicottaggi, embarghi e dazi.
Costretta ad un generale stato di degrado ed impoverimento per questa ragione, la Repubblica è però sostenuta dall’Imperatore Lothar stesso, sia perchè la vasta estensione dei terreni coltivati della Repubblica rappresentano per lui un vero e proprio granaio da cui trarre importanti approvvigionamenti, sia perchè le regioni del Sairnen a sud, e della Tauringia a nord-est, rappresentano uno stato cuscinetto che isola e protegge il territorio Lothariano da tutte le altre nazioni.
Inoltre l’instabilità che l’esistenza stessa di uno “stato del popolo” crea nelle altre nazioni, è per Lothar di grande vantaggio politico.
L’attuale Senador Grande della Repubblica delle Tre Stelle è l’anziano Diego Zamorana (646).

Nessun commento:
Posta un commento
Benvenuti su Gothic,
i vostri commenti e suggerimenti sono bene accolti,
nel limite della galanteria e dell'etichetta, non fate arrabbiare gli Inquisitori! ;)